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la lettura: resilienza di un’arte antica

Ci sarà un motivo se spuntano tante nuove iniziative legate ai libri. Ci sarà un motivo se la lettura viene incentivata, proposta in varie forme, sostenuta con eventi creati ad hoc. Ci sarà un motivo se fa parte del nostro bagaglio, e ancora non muore ma resiste, si intrufola nel silenzio delle case, davanti ai camini, vicino a piccole abat-jour, nei letti, sui tram e nel cuore di chi davanti a un libro, capitola senza pudore. Ci sarà un motivo se esiste ancora, nonostante le stime terribili che dicono che il 60% degli italiani non legge neanche un libro all’anno.

Sì, a tutto c’è un perché… in questo caso #ioleggoperché.

#ioleggoperché

1423666512_IoLeggoPerchéE’ un’iniziativa lanciata a Milano, il 9 febbraio scorso, che mira a coinvolgere volontari e appassionati lettori di tutta Italia e a farli diventare messaggeri della lettura. Queste persone avranno in dotazione 24 libri che dovranno “appioppare” a chi non legge o lo fa di rado. Come predicatori nel deserto. Io mi sono iscritta, quindi stia attento chi mi incontra… siete avvisati! E potete farlo anche voi. Guardate il link qui sotto:

http://www.ioleggoperche.it/it/home/

spunti di chi ne sa

Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già Cesare Paveseda noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra – che già viviamo – e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi. (Cesare Pavese)

Pavese apre un mondo: le parole di un libro fanno vibrare una corda che possediamo già, che è nostra. Niente va buttato pensando sia scontato perché quella vibrazione produrrà un suono nuovo, diverso, impensato. Quanto c’è di più assodato, si rivela poi nella sua veste non manifesta. E qui che sboccia il fiore d’inverno.

MV5BMTkwNjQ2Njk4N15BMl5BanBnXkFtZTcwNzcxNDMwNQ@@._V1_SY317_CR7,0,214,317_AL_Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro? (Harper Lee)

No, spesso non si ama finché la consapevolezza di un attimo di lucidità cristallina non lo attraversa e lo mozza. Apnea. E’ da lì che inizia il percorso.

Un libro deve essere un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi… (Franz Kafka, Lettera a Oskar Pollak, 1904)images11

E via, alla scoperta di un orizzonte incontaminato. Là, in partenza con quella nave che ci fa attraversare il mare della sofferenza, il mare dell’ignoranza- l’ignoranza del mondo più vasto di cui, spesso, siamo solo pallide immagini, per scelta, per non conoscenza, per destino imposto.

Forse non ci sono giorni della nostra adolescenza vissuti con altrettanta pienezza breyer_1-110713 di quelli che abbiamo creduto di trascorrere senza averli vissuti, quelli passati in compagnia del libro prediletto… (Marcel Proust, Sulla lettura, 1905)

Che altro dire? Buona lettura di: Non solo parole!