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PIU’ CULTURA, MENO PAURA, PERCHÉ IL MIGLIORE ALLEATO DELLA VIOLENZA È L’IGNORANZA

Si fa un gran parlare in questi giorni dell’attentato di Parigi e di tutto quello che vi ruota intorno. Ma quello che possiamo fare noi, se non siamo profondi conoscitori di politica e religioni, è avere uno sguardo aperto sul mondo e sulle sue contraddizioni, con la voglia di indagare più a fondo e di non lasciarci travolgere dalla parte emotiva che è facilmente orientabile. In un senso o in un altro.

CharlieHebdo

Prima mi tutto mi sento in dovere, e sono contenta di condividere un link, questo: http://www.illibraio.it/dopo-charlie-hebdo-i-libri-per-capire-lo-scontro-in-atto-e-riflettere-sui-possibili-scenari-166301/ per iniziare a guardare il mondo. Guardarlo davvero per quello che è, per le caratteristiche che ce lo rendono più vicino e per quello che ce lo allontanano rendendocelo diverso, straniero, inaccettabile. Barbaro, come era per i Greci tutto quello che non conoscevano. Illibraio.it sceglie una serie di titoli di romanzi e saggi che facciano riflettere su quello che sta succedeendo a livello globale, su quello che ci contrappone a un modello di civiltà che non è la nostra e che sta mettendo in atto un processo politico di individuazione. E’ ovvio che la riflessione su questi fatti è materia incandescente. Spesso non riusciamo a capire quello che avviene nella nostra nazione, figuriamoci in quelle che ci risultano lontane, per storia, cultura e valori! Ma quello che possiamo fare noi, come cittadini e portatori di pace, è di restare in ascolto delle voci che arrivano e portano significati, portano storie, portano un’umanità con cui sarebbe interessante aprire un dialogo. O forse, in questo momento è ancora prmaturo. Il dialogo ho bisogno di reciprocità. E allora nella fase preliminare di questo scambio è necessario sapere. Saper guardare, ascoltare, capire. Per poi parlare. C’era una filastrocca quando ero bambina che diceva: prima pensa poi parla perché parlando potresti pentirti. Ecco, sarebbe meglio cambiare questa filastrocca con “prima ascolta, poi parla…”. Sì, manca una P. Ma è meglio che manchi una P piuttosto che manchi qualcosa di più grave. In questo senso, mi sembra che l’iniziativa lanciata l’altro giorno, mercoledì 14 gennaio, da Radiotre Rai vada proprio in questa direzione.

B7SRP2xIEAExK7pRadiotre ha creato un hashtag #piùculturamenopaura per discutere, tutta la giornata, per porre domande, sentire risposte, ragionare, ascoltare. Ascoltare anche la musica che è stata scelta esclusivamente tra i brani oggetto di censura o di altre forme di rifiuto. Una delle domande interessanti venute fuori è proprio: “Fin dove può arrivare la critica e la libertà di espressione quando feriscono sensibilità e idee diverse dalla nostra?” E poi i tweet: Scontro di civiltà: espressione assurda, inaccettabile. Un ossimoro vero e proprio. Le civiltà si incontrano, e basta. Oppure: Cultura significa cercare il bene ovunque,in ogni religione.La cultura è rispetto.

Incontro e rispetto.

Il migliore alleato della violenza è l’ignoranza, il più grande contributo alla convivenza è la conoscenza, dice Radio tre.

Valori importanti. Non solo parole!

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