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“We will read a new book every two weeks and discuss it here. Our books will emphasize learning about new cultures, beliefs, histories and technologies. Suggestions for new books to read are always welcome. We ask that everyone who participates read the books and we will moderate the discussions and group membership to keep us on topic”.

facebook-mark-zuckerbergCi sarà un motivo per il quale Zuckerberg, il creatore di un colosso mondiale dei social network, quale è Facebook, lancia una pagina con il titolo A Year of books. Ci sarà un motivo per il quale Zuckerberg vuole che il 2015 sia l’anno dei libri. La pagina conta già moltissimi like e altrettanti consigli, suggestioni e commenti. Ogni due settimane, si annuncia, un libro. Ogni due settimane un numero sicuramente molto alto di persone parlerà proprio di quell’argomento e si confronterà su un tema preciso. Zuckerberg ha inaugurato il nuovo anno dichiarando che la lettura “è un’attività intellettualmente gratificante”, visto che “i libri ti consentono di esplorare a fondo un tema e di immergerti in esso in un modo molto più completo di quanto oggi faccia la maggior parte dei media”.

Sempre più persone nel mondo- in Italia siamo un po’ indietro ma non disperiamo- hanno il desiderio di rifugiarsi nella lettura perché la lettura è uno strumento d’evasione ma anche un ottimo mezzo attraverso cui acquisire consapevolezza e guadagnare in apertura mentale. Il libro è qualcosa che passa di mano in mano e fornisce un terreno di incontro, di dialogo- a volte di scontro- ma quel che è certo è che costituisce un substrato comune che invita al legame e alla condivisione di esperienze, alla riflessione e alla discussione.

Il libro non è un ente chiuso alla comunicazione: è una relazione, è un asse di innumerevoli relazioni.

Diceva Jorge Luis Borges, Altre inquisizioni, 1952

Il libro ormai è diffuso e multiforme. Lo si trova in libreria, nei mercatini, nelle biblioteche, nelle case. E ormai il libro è diventato anche ebook. Sta al passo con i tempi.

Il primo libro che Mark Zuckerberg ha scelto di condividere e discutere è The End of Power di Moisés Naím, che ha scalato subito la classifica dei libri più venduti su Amazon, balzando dal 44.369° posto al decimo. Un bel risultato, non c’è che dire.

Può essere, dunque, questa di Zuckerberg, una ghiotta occasione per confrontarsi sulle grandi tematiche inerenti all’essere umano e su quelle relative a ciò che sta affrontando in questo momento storico. Non mi avventuro neanche a parlare di quello che è successo l’altro giorno in Francia. C’è bisogno di un’analisi attenta, non superficiale, e soprattutto capace di avere una visione completa, profonda, della questione. Ci sarà tempo. Consiglio solo, en passant, la lettura di Denti Bianchi di Zadie Smith (qui una mia lettura: https://rossellapretto.com/2014/12/15/denti-bianchi-romanzo-desordio-di-zadie-smith/). Quello che voglio dire è che il libro è uno spunto da cui partire per avvicinarci e analizzare realtà molto distanti dalla nostra, venire a contatto e aprire uno spiraglio che ci possa condurre dove non immaginiamo neanche. Una bella iniziativa, quindi, questa di Zuckerberg. Speriamo solo che i libri che sceglierà siano davvero interessanti e che riescano a colmare qualche piccola deficienza del sistema scolastico ormai abbandonato a se stesso e derubato dei suoi scopi più nobili.

Una volta ho già detto che “un ragazzo con un libro è un ragazzo che ha un futuro”. Nel video qui sotto:

Hermann Hesse scriveva in Scritti letterari I, 1972 (postumo):

Quanto più, col passare del tempo, talune esigenze di divertimento e di istruzione di massa potranno essere soddisfatte mediante altre invenzioni, tanto più il libro riacquisterà dignità e autorità.

Che sia un augurio per tutti noi e, come al solito…. non solo parole!