Tag

, , , , , , , , , , , ,

Ho sempre creduto alla Befana. Quando ero piccola non era Babbo Natale a portare i doni, era la Befana. Quindi la festa più gioiosa per me e mia sorella era sicuramente l’Epifania. Ricordo l’eccitazione, la paura, il mistero intorno a questa simpatica vecchietta che percorreva i cieli sulla sua scopa e si calava giù dai comignoli per venire poi a lanciare caramelle e torroncini in giro per casa. E stum! stum!: la sera precedente all’Epifania era tutto un lancio di leccornie che fischiavano e si schiantavano sui muri, e, a volte, finivano anche per colpirci. Insomma era molto divertente.

Ma la Befana incuteva anche rispetto perché era una vecchietta dura e attenta e il suo compito era anche quello di giudicare il nostro comportamento. Così ci portava regali e, occasionalmente, un po’ di carbone. Aveva scarpaccie grosse e braccia forti e pelose. Una volta ha visto chiaramente il suo braccio dietro alla tenda che nascondeva la caldaia. Era lì che si era appostata per il suo lancio vigoroso. Un po’ impaurita, ho raccolto tutto il coraggio che avevo per guardare dietro a quella tenda ma lei era già sparita. Avevo ancora qualche sospetto che tutto quello spettacolo, a uso e consumo di noi bimbe, fosse solo una messinscena di mio padre che lanciava (non so come, visto che era  seduto davanti a noi) tutte quelle bontà ma dopo quella visione, quell’epifania, mi sono convinta (e lo sono ancora) che la Befana esista e continuerà a esistere perché io, quel braccio, lo ricordo e allora ho controllato accuratamente che non fosse quello di mia mamma (troppo peloso e mamma di peli non ne ha neanche uno), ho controllato anche quello di mio padre, facendogli tirare su la manica del maglione ma niente, il braccio era proprio diverso e poi lui era lontano da quella tenda marrone e un po’ inquietante…. La Befana, dunque, veniva da noi e ci portava dei doni bellissimi. Noi le lasciavamo da mangiare del formaggio e anche del vino. E mi sembrava così strano che la vecchietta mangiasse e bevesse cose del genere… ma lo faceva perché la mattina non c’era più niente. Una notte l’ho anche sentita entrare in camera con quelle sue scarpe grosse… E che paura! Mi sono rintanata, ben bene, sotto le coperte. La mattina dopo c’era un segno, uno striscio, sul parquet!! Dubito che i miei genitori si sarebbero messi a fare cose del genere. Insomma la Befana creava allegria e uno strano senso di rispetto per una forza così diversa dall’ordinario, per una energia archetipica che mi accompagna ancora. Spero solo che non mi lasci più letterine a mo’ di spauracchio per dirmi come mi devo comportare… A quello ci penso già io e di bilanci ne faccio abbastanza.

Dunque, vi consiglio di crederci, a questa vecchia e malandata Befana, ve la porterete dietro per tutta la vita e sarà bello sapere che il magico mondo della nostra fantasia esiste davvero….

1353493086710-1