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10846795_10200188658837285_2073102551_nIncontrare un poeta è una strana esperienza. Entri nella sala e vedi un uomo che non conosci. Ti siedi, lo ascolti e ti perdi nelle sue parole. Non capisci la sua lingua e, dimentica del significato, viaggi insieme a lui cavalcando le onde sonore per arrivare fin sotto ai suoi occhi. Lui ti guarda e vi trovate. Tu hai già visto il suo mondo. Lui conosce il tuo. Incontrarsi è una strana esperienza o semplicemente un dono che accade quando, in silenzio, ci si sente nella vibrazione sottile dell’aria che parla.

Ciao Osvaldo, buon tour italiano.

 

 

Una donna balla

Una donna balla

abbracciata alla notte

apre le braccia

come fossero ali

dal centro dell’aria

verso i contorni dell’aria

in diagonale agli spazi della luce

tra i bordi dell’ombra

una donna gira

come un astro

e su se stessa

traccia

la rotta del caso e le sue declinazioni

gira

balla

alza un tempo magnetico

come chi solleva un passero

dalla terra che lo imprigionae disegna con un acrbone acceso

il linguaggio vermiglio delle caverne

balla

e così si scrolla di dosso

le paure dell’infanzia

che ancora tremano,

ci chiamano dal profondo

una donna balla

sul cuore del legno

per incendiare

il battito cieco della vita

balla sulle mie ferite

per rendere più amara

la via del rimorso

una donna balla

da sola contro la sventura

balla sul pianeta errante

sui contrattempi della memoria

e fugge in quella fuga della musica

e torna u di sé

per svelarci

un desiderio esiliato da Paradiso terrestre.

(Osvaldo Sauma, Utopia del solitario, Rayuela ed.)