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Mary-Shelley-2641749a“Una bellissima creatura [l’uomo], egli soleva dire, che poteva vantare questa superiorità rispetto al suo modello, e cioè che il bene e il male possono essere separati più facilmente, con il bene premiato secondo i desideri degli uomini stessi, e il male punito come va punito tutto ciò che è malvagio, non con il dolore fisico, il cui solo pensiero ripugna a coloro che amano l’umanità, ma con il silenzio e l’oblio, che semplicemnete priva i malvagi del loro potere di nuocere: perché uccidere il serpente una volta che gli si è estratto il veleno?”

(Mary Shelley, Matilda)

Non è proprio così? Che tutto lo strepito che si fa attorno alle cose aumenta solo la loro capacità di penetrazione, di legittimazione? Non sarebbe meglio combattere, quando necessario, con le armi del silenzio? Non della disinformazione ma della parola consapevole. La parola necessaria. La realtà è già abbastanza inconoscibile per sporcarla di ulteriori dubbi e sconcezze.

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato

l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco

lo dichiari e risplenda come un croco

Perduto in mezzo a un polveroso prato.
Ah l’uomo che se ne va sicuro,

agli altri ed a se stesso amico,

e l’ombra sua non cura che la canicola

stampa sopra uno scalcinato muro!
Non domandarci la formula che mondi possa aprirti

sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.

Codesto solo oggi possiamo dirti,

ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

(Eugenio Montale)