Stratford-now #2

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copertinaSecondo articolo per la rubrica #stratfordnow di Satisfiction: “Set me free. Liberatemi dal pregiudizio”. Il progetto di seguire le riscritture contemporanee dei testi shakespeariani continua con mia grande gioia. E’ per me un incentivo ad approfondire, non solo nel mio continuo elucubrare, ma mettendo i pensieri al servizio della pagina, vedendo se reggono e a cosa mi portano. Questo pezzo parla del romanzo di Margaret Atwood, Hag-seed (Seme di strega, Rizzoli, 2016), rivisitazione de La Tempesta, ambientato tra il carcere e i palcoscenici di un festival teatrale. La tremenda vendetta sarà giocata a suon di effetti speciali, in un’isola-quella della prigione- in cui l’occhio non può penetrare e tutto è permesso, almeno per il tempo di un “carnevale”.

Volevo dire molte cose su questo testo, sulla versione originale, sulla sua rivisitazione, ma, alla fine, ho ceduto alla tentazione di connettere il pensiero della Atwood all’attualità degli scandali che stanno facendo tremare il mondo dello spettacolo. Perché Atwood ha sempre da dire la sua e le riflessioni che svolge non sono mai banali. E dunque mi sono riagganciata al movimento del #metoo per connettere La Tempesta alle bufere mediatiche.

L’articolo si può leggere su Satisfiction all’indirizzo www.satisfiction.se/set-me-free-liberatemi-dal-pregiudizio/